BORGO
PASS - "Slightly damaged" (Autoprodotto
- 2002)
Il
nuovo disco dei Down è stato senza subbio uno dei capolavori di questo 2002,
una di quelle pietre miliari nella musica di oggi da non dimenticare facilmente.
I newyorkesi Borgo Pass, al loro secondo disco dopo l'esordio "Powered by
sludge", sembrano aver fatto dono delle progressioni melodiche e delle
ruvidità sludge della premiata ditta Anselmo/Keenan e in questo ep di cinque
pezzi sfoderano delle ottime intuizioni che spaziano dallo stoner più canonico
a bordate lerce in stile Black Label Society e Corrosion Of Conformity,
arricchendo questo caleidoscopio sonoro con ampie puntatine doom e fraseggi in
pieno Seattle sound.
La
voce del singer James Tamarazzo è impressionante, sembra un Phil Anselmo con
maggiore pulizia e ordine, ma che comunque non disdegna i suoi ruggiti in
screaming; le chitarre di Paul Rosado e Tom Crane giganteggiano tra riff
schiacciaossa e ritmiche tritabudella, mentre YT al basso e Joseph Wood alla
batteria creano un wall of sound ultracompatto. Una perfetta dimostrazione di
quanto detto è la doppietta iniziale di pezzi: "I've been down"
colpisce subito in pieno volto grazie a delle chitarre vulcaniche (lo stacco
finale sembra uscire da "Deliverance"...) e alle magnifiche vocals
tirate e catchy di James, "Shame" per merito di un avvio e di un
chorus cantati con un'intensità toccante, tanto da far rabbrividire al solo
pensiero...la grande capacità di questi brani è quella di fissarsi subito
nella mente, avendo il pregio di sintetizzare perfettamente melodia e
aggressività in modo da liberare assoli e refrain che travolgono il povero
ascoltatore in un oceano di emozioni indescrivibili. Il merito di ricondurci a
terra spetta però a "Camaro crash helmet", song dalle tinte cupe e
dall'andamento doomy, molto plumbea e notturna, vista la presenza di chitarre
circolari che dettano tempi e modi d'agire (con un break dal groove immenso in
chiusura...). "Razorline" ha invece una struttura più dilatata e
quindi maggiormente psichedelica, interrotta solo da aperture melodiche e
schegge elettriche pesanti come macigni, così come nella conclusiva
"Steelbloodacidgod", maggiormente orientata sugli stilemi più urlati
e putridi che fuoriuscivano dai solchi di "N.O.L.A.".
Questo
dischetto mi ha dato molto a cui pensare: se da un lato lancia i Borgo Pass e li
afferma come una splendida realtà nel panorama stoner odierno, dall'altro fa
capire quanto possa essere influente una band grandiosa con due soli dischi alle
spalle. Che i Down abbiano lanciato un vero e proprio genere?
Website
: www.borgopass.com
E-mail : mail@borgopass.com
(Living Rain)
SOMEBODY PLEASE TRANSLATE THIS CORRECTLY
AND NO FUNNY SHIT EITHER...THANKS